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Recensione/Intervista DANIELE MAGGIOLI
Ritorno a Rimini
A cura di: Dante Natale[Pro Loco – Interno4Records 2008] Il primo album di Daniele Maggioli è un splendido mosaico popolare e una decisa conferma rispetto a quanto ci aveva fatto ascoltare nel suo primo lavoro, l’EP 'In Quattro'. Le coordinate musicali non sono mutate molto. Siamo sempre lì a dondolarci, incerti e felici, tra swing e jazz, tra un po' di folk romagnolo, con le fisarmoniche e i testi amari, ma senza nessuna penosa tristezza. Un sorso di Barolo farà sempre passare via i pensieri brutti. Daniele disegna splendidi acquerelli di provincia, parla di tempi e di personaggi che oramai non vi sono più come ‘La Regina Del Pane’, che al solo dire 'Ti Amo' potrà far appassire le rose ma potrà anche farvi sentire il “suo fiato di cavallo morto”. Il ricordo sbiadito di ricordi di infanzia, dove il nostro cantautore va ad annidare i propri testi, vi sorprenderà poi una Rimini che non pensavate neanche potesse esistere, essendo oramai quest’ultima, nel nostro immaginario, il centro buferico di tutto ciò che un buon nerd, (ma direi una normale persona civile) deve detestare. I testi sono bizzarrie svolazzanti talmente geniali che potreste pensare a Daniele comodamente seduto al tavolo di un tea party a tenere testa agli indovinelli della Lepre Marzolina. Tutte le canzoni sono di alto livello, segnalo le più belle per me, che sono ‘Dasvidania’ e ‘Re Fosco’. Nessun riempitivo, se non il vin brulè che vi consiglio di sorseggiare mentre vi fate accompagnare verso l’ultimo brano (la splendida ‘Pro Loco’): il tutto da ascoltare con le mani in tasca e l’aria trasognata. Daniele MaggioliMy SpaceInterno4Records Vista la bellezza di questo disco, ho raggiunto via mail Daniele che ha risposto alle mie domande in maniera davvero gentile e interessante. Allora Daniele, facciamo un po' di ordine. Questo tuo nuovo album, se ho ben capito, non si limita solo all’ascolto ma anche alla lettura e alla visione. Parlaci dell’idea 'Pro Loco'.Si, certo. E' un progetto multidimensionale, sinestetico. Canzoni, prosa e fotografia. E' un concept su Rimini e su un certo tipo di mercificazione del territorio. Rimini, in fondo, è solo una scusa, un pretesto narrativo. Si punta il dito su altro, in fondo. Perché dietro Rimini c’è la società, col suo buon grado di assurdità… ma i punti di vista sono tre: parola, suono e immagine. Tra l'altro il fotografo è Chico De Luigi, uno dei migliori fotografi italiani. Io ho scritto il resto, canzoni e racconto.Scontata la mia domanda sulla tua Rimini. Nei testi è sempre presente, nel bene e nel male, in maniera triste, malinconica, beffarda, grottesca e dolce. Qual’è il tuo rapporto con lei? E quale il suo con te? E davvero Brecht vedendola d’estate avrebbe riso di lei con una mano sui coglioni?Cosa vuoi, Rimini è la mia città. La mia radice, nel bene e nel male. La conosco in ogni dettaglio, eppure continuo a scoprirla. Voglio andarmene, eppure non ci riesco. E' un magma di conflitti e di contraddizioni. Essere riminesi non è facile. Beato te che sei "de Roma"! Però Rimini è anche l'unico vero luogo che conosco profondamente, per questo ritorna nelle canzoni. Se scrivessi una canzone su Roma cadrei nel clichè, non riuiscirei a discostarmi dai canoni baglionani o vendittiani. Canterei il Cupolone, il Colosseo e bla bla bla... la mia visione sarebbe totalmente mediata. Scrivere su ciò che si conosce ci aiuta a tenere a bada la retorica, invece. Ho cantato Rimini perchè lì c'è tutto quello che conosco. Lo disse anche Sherwood Anderson al giovane Faulkner. "Scrivi del tuo sud, dei tuoi territori". Guarda poi cosa ha combinato Faulkner col suo Mississippi. Per non parlare di Fenoglio, con le sue Langhe. E Fellini, che trasfigurava Rimini in un mondo allucinato. Oppure Flaubert con Rouen. La speranza è quella di trasformare un fazzoletto di terra nel Mondo. In fondo ho questa ambizione per questo disco: aver cantato un territorio ben preciso e circoscritto trattandolo come fosse specchio della società intera. In più, questo nominare i luoghi nelle canzoni va in parallelo con la mia ricerca sul linguaggio della canzone. Mi piacciono i linguaggi tecnici: chiamare le strade coi loro nomi, i paesi coi loro nomi. Mi piace nominare dettagliatamente, additare precisamente le cose nelle canzoni. Come mi vede Rimini? Guarda, l'altro giorno mi ha scritto un messaggio un ultrà del Rimini calcio e mi ha detto: "nelle tue canzoni onori Rimini". Non sapevo se ridere o piangere. Un giovane e autorevole politico poco tempo fa mi ha avvicinato dicendomi: "certo che ci vai giù pesante tu eh!". Grande soddisfazione. Bertold Brecht non credo avrebbe accettato questa forma di cabaret che è il lungomare estivo. Ci avrebbe riconosciuto un volgarissimo plagio. Insomma, c'è tanta ipocrisia. In un week end il turista deve vivere quello che non vive tutto il resto dell'anno. Tradimenti, risse, furti, felicità nevrastenica, speculazione economica su tutto. Ti rendi conto che, in fondo, il bagnino non fa altro che affittare l'ombra? Poi non lamentiamoci se tornando a casina affettano il cognato. C’è un buon livello di assurdità, direi. Voglio dire, neppure il buon vecchio Brecht avrebbe resistito a lungo...Anche nel tuo racconto "Ercolino", se il tempo non è definito, anche se non è certo moderno, l’unica identificazione certa è il luogo. Di nuovo Rimini e i suoi abitanti più ancestrali, i pescatori, quasi spariti oggi, soffocati dal turismo di massa. E’ un testo che si può leggere slegato dalla tua musica, come io penso, o pensi che sia meglio integrarlo con il disco?Sì guarda, è un testo del tutto indipendente dal disco. Eppure, col disco e con le immagini aiuta ad ampliare la prospettiva e a raggiungere altre atmosfere narrative e culturali al lavoro. Credo sia un momento importante di tutto il progetto, ma è stato scritto quando ancora 'Pro Loco' non c'era. Sì, credo sia un po' una Riviera dei nostri nonni, o qualcosa del genere. Il sogno di un mondo duro dove però c'era più intensità. In fondo il racconto esprime il bisogno di ritrovare una radice più profonda, più sensibile e meno apparente. Credo nasca da un impulso egoistico, quindi. Guarda, il molo di Rimini al tramonto è ancora incantevole e nostalgico.La situazione musicale a Rimini. Come è? Locali, gruppi...Dunque. A Rimini si sta muovendo qualcosa. Molta gente è tornata a scrivere canzoni. Ho diversi amici cantautori che si stanno muovendo bene. Collaboriamo, ci rispettiamo molto. C'è un grosso fermento, anche se è difficile creare spazi e contenitori interessanti. Ma ci sono anche momento esaltanti: "Assalti al Cuore", ad esempio. Festival di musica e letteratura di caratura internazionale... e poi moltissimi bar e osterie hanno iniziato a fare musica dal vivo. Alcuni ci credono, altri cavalcano soltanto questa "moda" del live. Si, a Rimini anche fare musica in un locale è "moda". Devo dire però che credo sia merito nostro, delle nuove leve musicali, se così tanti locali hanno aperto gli occhi sulla realtà musicale. Quattro anni fa c'erano due o tre posti dove suonare, adesso ogni bar fa i concerti... e addirittura puoi suonare la TUA musica, non le cover di Ligabue. Certo, resta il fatto che Rimini rimmarrà sempre profondamente provinciale. E’ il classico paesone che si crede il centro del mondo.Dimmi due parole sulla nuova etichetta, che è sì appena nata, ma non mi sembra proprio la solita etichettaInterno4Records è una manna dal cielo, in questo momento. Nasce da una collaborazione tra NDA, che fa distribuzione per piccola e media editoria con un taglio di controinformazione e controcultura e Assalti al Cuore, festival che fonde musica e letteratura. Il taglio dell'etichetta è quindi molo trasversale. C'è un interesse verso la creatività a 360 gradi. Grazie a Interno4Records ho capito che 'Pro Loco' aveva questa tridimensionalità. E' un'avventura appena incominciata. Siamo tutti molto eccitati...Le tue influenze musicali. E’ vero certo che si possono ascoltare i vari Capossela, De Andrè e tanto folk della tua terra. Ma quali sono gli altri tuoi ascolti che possono essere finiti nella tua musica?Guarda, io Capossela lo conosco ben poco. Più che altro è diventato il canone del nuovo cantautorato italiano. E noi che scriviamo canzoni in italiano siamo destinati ad essere confrontati a lui. De Andrè, invece, mi ha permeato completamente e sono continuamente frustrato di fronte a tanta immensità. Stessa cosa per Dylan. E' giusto guardare a questi mostri sacri ed è giusto sentirsi delle cacche in confronto: aiuta ad esercitare l'umiltà. Adoro anche il jazz, Billie Holiday, Coleman Hawkins, Miles Davis. Woodie Guthrie per la radicalità di certe cose. Ascolto molto blues rurale. Tom Waits come piovesse. I Beatles del 'White Album' e di 'Abbey Road'. Brassens e Gianmaria Testa. Buscaglione, Carosone, Modugno e Conte. E poi Piero Ciampi, un vero poeta sciamano, il Morrison de noantri. Un gruppo che mi ha influenzato molto, anche se non si direbbe dai risultati, sono i Madredeus. Devo dire però che quando prendo la chitarra in mano spesso penso a Tom Waits, a De Andrè o a John Lennon. Son spettri che si aggirano nella mia psiche cantautorale. Mi sembra di aver riconosciuto la copertina de “La Paga Del Soldato” di Fenoglio in una tua foto sul myspace. Quali sono gli altri autori che hai letto con più soddisfazione o comunque quelli a cui ti senti più vicino?Certo, i libri! Guarda, la letteratura mi influenza tanto quanto la musica. Fenoglio è un mio pallino, ci ho pure fatto la tesi di laurea. A ottobre farò uno spettacolo tratto da "La paga del sabato", ho già scritto una decina di brani. Chissà, magari ne verrà fuori un disco. Gli autori sono fiamme, infatuazioni, folgorazioni. Vado per innamoramenti. Non riuscirei a fare una carrellata, solo una cernita. Hemingway, Faulkner e Fante in America. Izzo, Malet e Flaubert in Francia. Fenoglio, Gadda e Dante (Alighieri) in Italia.Mi togli una curiosità, perchè bisogna ‘Rallentare a Pietracuta’? Cosa c’è?E' semplice, ci sono sempre i Carabinieri. Pietracuta è un paesino che si sviluppa lungo una strada provinciale. Nove volte su dieci quando ci passi ti fermano e ti fanno l’etilometro, mio Dio! E' un incubo! Ci ho fatto una canzone. Mi hanno fermato anche a me, gli sbirri lì sono particolarmente incattiviti...Ora che è uscito il disco e il libro bisognerà promuoverlo. Come vi state muovendo? E ci sarà occasione finalmente di vederti dal vivo qui a Roma?Certo, prestissimo dovremmo venire a presentare a Roma l'etichetta, il mio progetto e quello di Righini, l'altro collega e amico che ha pubblicato con Interno4Records. Ancora non so il luogo e la data, ma so che le alte sfere stanno lavorando, trattando. Presenteremo anche a Milano e in tutte le librerie Interno4 sparse per l'Italia. Sono molto fiducioso. Sento una buona energia.Ringrazio ancora Daniele per la disponibilità, e sopratutto per l’ottima musica proposta. Ascoltare, ascoltare. |