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Clyde... "Senza Controllo"
Clyde e la sua banda musicale ai nostri microfoni
di Enrico Chianese
E’ nell’anticamera del Legend Studio di Via Albano, in mezzo a frastuono e intense melodie un po’ attutite dalle porte chiuse, che i Clyde concedono a No Slappers! questa intervista. Dopo una piccola defaillance tecnica del sottoscritto, si parte:
INTRODUCE YOURSELF: CHI SONO E COSA FANNO I CLYDE? Marco Patanè (cantante del gruppo): Nasciamo nel dicembre 2003 e facciamo rock italiano. Nel disco si sente chiaramente il nostro intento di prendere tutta la sfera rock, da quello di influenza più metal a quello più soft, senza trascurare ad esempio la dance… Emiliano Guiducci (chiatarrista): Diciamo che non ci siamo fatti mancare nulla! Marco: Esatto! Facciamo un rock a 360 gradi!
DICHIARATE DI PROVENIRE DALLE CENERI DEGLI ODISSEA, MA ALCUNI DI VOI NON HANNO FATTO PARTE DI ALTRI GRUPPI? Marco: Certo, ci sono anche gli Arcana, i Synaesthesia, abbiamo fatto una summa di tutti i nostri percorsi e sono nati i Clyde. E’ stato un progetto lampo: a dicembre è nato il gruppo, a marzo la prima serata, ad aprile ci ha contattato la Videoradio, abbiamo scritto altri pezzi, a giugno abbiamo firmato il contratto e a settembre abbiamo iniziato la promozione. Il disco è uscito in Italia il primo ottobre, a Roma è in vendita in cinque negozi, anche ben distribuiti territorialmente.
QUANTO AVETE LAVORATO PER QUESTO CD? Marco: Una Marea! Roberto Pavoni (batterista - in una delle poche occasioni in cui ha preso la parola, ndr): Un quarto d’ora! Marco: Abbiamo passato un’estate non proprio bellissima! Angela Panzanella (bassista dei Clyde): C’è chi è finito in ospedale! Abbiamo registrato il disco qui al Legend Studio sotto la guida di Marco Matteucci. Marco: Qui abbiamo anche girato il nostro video, “I mostri che ho dentro di me”.
NE E’ VALSA LA PENA? Marco: Assolutamente si! In questo modo siamo riusciti a concretizzare un progetto che ha ottime possibilità e nel nostro piccolo abbiamo suscitato un po’ di attenzione, proviamo a fare del nostro meglio e speriamo bene!
COMMENTI SULLA VOSTRA CASA DISCOGRAFICA VIDEORADIO? Angela: Ci ha dato un’ottima possibilità e siamo molto contenti. Tra l’altro sono stati loro a contattare noi, con una e-mail in cui ci dicevano molto semplicemente che ci contattavano per la nostra immagine…(a questo punto un urlo agghiacciante si impone sopra ogni altro suono, salvo poi scoprire che si tratta della suoneria del cellulare di Marco! ndr ) La Videoradio è una casa di Milano con sede ad Alessandria, noi tre (Angela, Marco ed Emiliano) siamo andati lassù e sono stati molto carini, ci hanno accolto bene; Marco: Con loro abbiamo firmato il contratto a giugno, ci curano alcune parti della promozione, grazie a loro siamo sulla pagina principale di Vitaminic, proprio oggi hanno diffuso un promo a tutti gli iscritti che sono 90.000, cura la pubblicità su “Musica e dischi” e altre 4-5 riviste specializzate, il resto lo stiamo facendo noi.
VISTA LA PRODUZIONE E LA TIRATURA (1500 COPIE) CHE PROGETTI AVETE? Marco: Adesso abbiamo in cantiere un altro po’ di pezzi su cui lavorare e l’idea è di trovare una situazione di rilievo, stiamo cercando di presentarci per San Remo e fare… Angela: Buuuuuuuuum! (niente di più chiaro, ndr)
AVETE GIA’ DEI FANS E QUAL E’ IL VOSTRO RAPPORTO CON LORO? Angela: Si, sono dei ragazzi di Genova, lì siamo già abbastanza di casa. A gennaio abbiamo due date a Genova e altre due a Savona e stiamo concordando altre date con Loris, il capo del fan club. Ci scrivono, ci mandano mail, alcuni ci telefonano anche da Pavia, dal sud, Catania, Palermo…
COME LAVORATE AI VOSTRI PEZZI? Angela: Lavoriamo tutti quanti, per questo album i pezzi li hanno scritti Marco e Emiliano, più un altro pezzo scritto interamente da Marco “Noisy” Spinelli, gli arrangiamenti li facciamo insieme, per il prossimo disco cercheremo di collaborare tutti quanti.
QUALE IDEA VOLETE TRASMETTERE? Marco: Scrivere pezzi che siano belli da sentire e che utilizzino un linguaggio fruibile a più persone possibile, sempre cercando di fare qualcosa di caratteristico. Emiliano: Avere cura di dire cose che non siano troppo scontate ma neppure messaggi artefatti.
A COSA DATE PIU’ IMPORTANZA, AL TESTO O ALLA MUSICA? IN CORO: A lui! (indicando un sempre più bersagliato Roberto Pavoni) Emiliano: Sono profondamente legati, perché il messaggio e i destinatari sono legati al discorso musicale. Per fare un esempio: sul nostro pezzo “Ambra 13” ci è stata mossa la critica che la musica è troppo leggera per un’argomentazione così pesante, però la cosa è voluta, perché se avessimo scelto una musica pesante, probabilmente non avremmo avuto l’attenzione di nessuno. E poi comunque il destinatario di quel messaggio non è il trentenne-quarantenne, perché non vogliamo ricordare quello che successo a Ustica, loro lo sanno benissimo, vorremmo che i destinatari siano gli adolescenti, che non devono trovare risposte nel pezzo, ma magari sentendo il pezzo andranno a chiedere al padre che cosa è successo, quello per noi è già importante.
A QUALI PEZZI SIETE PIU’ AFFEZIONATI E PERCHE’? Angela: “I mostri che ho dentro di me” sicuramente, perché è stato il nostro primo pezzo, “Ambra 13” perché ogni volta che ascolto il testo mi vengono i brividini, “Circe” perché è romantica (ride, ndr) e anche quelle un po’ più dure tipo “Vedi”, “Non è finita mai” che è uno spettacolo e dà adito a scoattamenti vari! Marco: “Non è finita mai” tra l’altro è un vecchio pezzo degli Odissea, è rimasto identico a livello ritmico e sono cambiati gli arrangiamenti delle chitarre.
DI COSA PARLANO LE VOSTRE CANZONI? Angela: Sono paure, vero? Marco: Si, sono stati d’animo Angela: Per lo più sono stati d’animo che possono essere anche paure interiori, piuttosto che “sbrocchi” vari, amore…
A CHE MIRATE, A SUSCITARE ALTRI STATI D’ANIMO? Marco: Quando fai musica tendi sempre a suscitare emozioni. Angela: Per forza, “la musica è l’arte che esprime sentimenti e sensazioni per mezzo dei suoni”, questa è la definizione classica di tutti i tipi di musica!
ATTUALE PANORAMA MUSICALE ITALIANO E NON Emiliano: Risponde Roberto a questa! Rroberto: Ah, beh no, sono distruttivo sui Clyde, figurati sugli altri! Marco: C’è del buono e c’è del marcio. In qualsiasi periodo si è sempre detto che la musica stesse toccando il fondo, sono anni che si dice ma secondo me è una cretinata, nel senso che come al solito ci sono belle e brutte realtà, anche a livello di gruppi emergenti, forse Roma è rimasta un po’ indietro sotto questo aspetto.
DOV’E’ IL MAGGIOR FERMENTO SECONDO TE? Marco: Reggio Emilia, la Lombardia… Emiliano: Guarda, non è che su c’è più fermento, è che c’è più concretezza nello sfruttare quello che c’è, secondo me c’è più fermento a Roma. Marco: Lo spazio c’è anche a Roma, quello che manca è l’attenzione; organizzi una manifestazione di musica originale a Torino e c’è il pienone, invece a Roma no; un sacco di volte sono venuti anche gruppi di rilievo e vedevi i locali vuoti, non so se questo dipende dalla mentalità o dall’abitudine a sentire sempre le stesse cose.
NO SLAPPERS! SECONDO VOI? Angela: Complimenti per un giornalista di No Slappers!, un certo Erchiano […] E’ l’unica possibilità in tutta Roma per le band originali di suonare; l’unica “pseudo-fondazione” ad essersi impegnata in tal senso, non ce ne sono altre. Emiliano: Secondo me è un’ottima idea. Marco: Al di là del fatto che è una manifestazione itinerante anche se da un po’ di tempo lavora con Radio Rock, secondo me è importante per chi fa musica originale suonare su un palco decente.
QUALI CRITICHE VI SENTITE DI MUOVERE? Marco: Guarda, c’è un giornalista che mi sta proprio sulle palle e si chiama Erchiano, non so se lo conosci… Ogni volta, quando qualcuno fa qualcosa, fa cose giuste e degli sbagli e si espone a critiche solo perché ha fatto qualcosa. Emiliano: Come tutte le idee va sviluppata Angela: Non ci permettiamo di criticare, perché una volta che qualcuno ha deciso di fare qualcosa di positivo perché dargli addosso? Tanto si crescerà, l’importante è credere in ciò che si fa fregandosene delle critiche, a meno che non siano costruttive.
INFATTI E’ QUELLO A CUI MIRAVO! Marco: Da parte nostra, con No Slappers! non abbiamo avuto difficoltà, però quando si tratta di organizzare concerti ed eventi dal vivo c’è sempre qualcosa che può sfuggire all’organizzazione, però rientra nella gestione degli eventi; sai che c’è? Che si fa presto a criticare senza offrire alternative, quindi bisogna cercare il maggior coinvolgimento possibile di persone e gruppi che ruotano intorno a No Slappers!
CRITICHE E CONSIGLI AI GRUPPI NO SLAPPERS!? Marco: I gruppi che fanno parte di No Slappers! provengono da realtà completamente diverse tra loro, non possiamo che consigliare di… Angela: Suonare, suonare! Per citare la PFM!
CRITICHE A RADIO ROCK? (SPUTIAMO UN PO’ NEL PIATTO DOVE MANGIAMO!) Angela: E’ una delle poche radio che contano che ci sono rimaste, per favore, nessuna critica a Radio Rock che mi passa i Paradise Lost! Emiliano: Sai perché non si può criticare Radio Rock? Semplicemente perché non c’è un’altra alternativa valida a Roma; c’è Radio Città Futura, Radio Città Aperta, ma fanno tutte un tipo di lavoro diverso. Marco: Come panorama radiofonico a Roma, fra Radio Rock, Radio Città Aperta e Radio Città Futura, più di quello non c’è. Angela: Facciamo Radio Clyde!
DA CHE DERIVA IL VOSTRO NOME? Marco: Clyde è un nome nato un po’ per caso, poi ci siamo rifatti alle Wacky Races, a Clyde e alla sua banda, dato che siamo quasi tutti del sud…
QUESTA E’ LA FINE DELL’INTERVISTA: SALUTI, RINGRAZIAMENTI E ALTRE AMENITA’ Angela: Grazie a te, a No Slappers! Venite a vederci, compratevi il cd… Marco: Ringraziamo gli organizzatori del Totem Village e il signore che sta qui, si chiama Mauro Matteucci, ed è coautore del miraggio del nostro cd insieme a Roberta Pettoruti; altre persone da ringraziare sono Rino Scarmigliane, grande batterista, che ci ha aiutato nella registrazione del disco e poi David Folchitto, batterista degli Stormlord, Prophilax, Riot Act, che ha suonato con noi alla presentazione del disco, visto che Roberto stava in Cina! E poi, last but not least, Claudia Arvati e Fabio “The Fabulos” Taddeo, che con immensa umiltà e disponibilità ci hanno dato una mano su cori e chitarre nel disco!
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