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ONDAMEDIA
L’Onda travolge il Qube… ancora!
Di ElCiabe
Gli Ondamedia si presentano a questa serata NOSLAPPERS! del 24 di febbraio in un periodo di grandi fermento e attese. La band capitolina ha infatti da poco firmato un contratto di produzione discografica con la fiorentina UDU Records, e il loro atteso cd ( la cui più accreditata ipotesi di titolo è, ad oggi, “NIENTE E’ COME SEMBRA”) sarà dato alle stampe entro la fine di luglio, per giungere sul mercato agli inizi del prossimo settembre. Perfettamente comprensibile, financo logico, dunque, che sforzi, energie, concentrazione e aspettative siano in gran parte tesi a questo disco nascituro, per il quale auguriamo alla band le migliori fortune. Ciononostante, è bello vedere come il processo di indiscussa e costante crescita del gruppo comprenda anche la maturità giusta per saper vivere alla giornata e dare il meglio di sé in ogni occasione. Come puntualmente accade in questa serata NOSLAPPERS!, che riserva loro il turno centrale tra i tre gruppi. Dopo una partenza al paradossalmente al rallentatore, nonostante le intenzioni bellicose dell’iniziale, scatenata “ELETTROSPOT” e della successiva, malinconicamente energica “UN TAGLIAERBE” (che si giova però dei ben orchestrati duetti di chitarre tra la gustosa pacatezza di Alb con il “frullino” micidiale chiamato Maffy, e della preziosa capacità di sintesi melodica nelle tastiere di Patrizio), arriva a bruciapelo il momento di scaldarsi col falò traslucido e maestoso che “COSA VEDI?” si rivela come sempre, emozione che monta alla gola e non lascia più. Si nota già in questo primo stralcio di show come l’arrivo imminente del disco abbia reso i ragazzi attenti anche al dettaglio minimo, alla rifinitura che non appesantisca: prova ne sia l’agilità arrangiativa messa al servizio di brani già di per sé più “smilzi”, come i primi due della scaletta, o la effettivamente un po’ più magniloquente “COSA VEDI?”, orfana del trascinante crescendo finale, seppur sempre straordinaria. Astuzie e attenzioni alla pulizia che pure è arduo ben distinguere in uno spazio metallico e compresso come quello del Qube, che sembra aspettare solo il basso saturo di Rob che apre “INDOLE INQUIETA”, anthem ben eseguito da una band che finalmente si è scaldata e ha inquadrato meglio le proprie dinamiche, specie nella batteria di un Vinnie stasera un po’ discontinuo nel tenere le redini. E laddove in “BIANCHE SCIE” possiamo apprezzare le intenzioni elegantemente stranite dell’intro di tastiera di Patrizio, che preludono alla consueta, massiccia iniezione di forza e speranza e fiducia di quest’ inno che è senza dubbio, con la già citata “COSA VEDI?”, il brano più lirico, intenso ed entusiasmante della produzione della band, “CEDIMENTI STRUTTURALI” si riscopre guascona e vogliosa di baccano e di ironia sullo status quo becero in cui siamo infognati, mentre il vocione del carismatico Fabrizio pone un quesito a cui nella nostra società nessuno risponde mai: “PENSA UN MOMENTO / SE VENISSE MENO IL NOSTRO GRADIMENTO”. Già. Da qui l’esibizione degli Ondamedia si snoda e conclude rapidissima, con l’intimismo vacillante tra disperazione e amore di “FEBBRE GELIDA” a fare da contrappunto agli occhi di bambino che non dimentica che parlano in “NEVICA”, e la conclusiva “GIU’ IN CORTILE” (con tanto di bizzarra e divertita coda reggae) , che è il solito inno da urlare insieme e più si è e meglio è. Che dire di più? Ah, sì, un’ultima postilla, su questo concetto dell’ “inno”: chi scrive ha sempre avuto una certa diffidenza verso gli inni, quella diffidenza che viene naturale e immediata verso qualsiasi idea, pensiero o loro espressione che si affannino troppo, magari artificiosamente, a dirti come devi pensarla su qualcosa. E quindi, (sempre chi scrive) reputa difficile riuscire nell’impresa di essere convincenti quando si usa la retorica in questo modo, quale che sia il pensiero in questione. Ebbene: il modo migliore per dire chi siano questi Ondamedia, e in cosa risieda la loro grandezza, è questo: i loro brani sono spontanei inni naturali. E, puntualmente, colgono il segno dove ogni arzigogolato tentativo di arruffianarsi l’orecchio fallisce. Semplicemente una grandissima band, che merita palcoscenici decisamente migliori.
ONDAMEDIA: Alberto – chitarre Maffy – chitarre Fabrizio – voce Patrizio – tastiere Roberto – basso Vinnie – batteria
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