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Ipernova Live
No Slappers! approda a Stazione Birra!
Di Enrico Chianese
Un nuovo locale si dichiara disposto ad accogliere la nostra avventura e lo fa dettando regole forse un po’ inglesi ma di certo ben accolte da chi come il sottoscritto abita agli antipodi di Morena e al mattino non sempre può svegliarsi a mezzogiorno! Per cui alle 22:30 di corsa al proprio posto perché è il momento degli apripista di questa serata, gli Ipernova, un trio essenziale ed energico pronto a raccontarci le sue storie epiche da biker vissuti quali sono, o danno a vedere di essere, gli elementi che ne fanno parte. Riff un po’ scontati a base di powerchord (bicordi, senza fare troppo gli anglofoni!) introducono “Gasoline”, primo brano della scaletta in cui può quasi sentirsi qualche vocalizzo ispirato a Ronnie James Dio, mentre il batterista Enrique Fortaleza vuole far sapere a tutti i 25 presenti (24 secondo la questura!) che ha il doppio pedale! Qualche parola va spesa sull’attrezzatura del bassista-cantante Manel Jenza: un Rickenbacker nero con luci intermittenti, praticamente l’incontro di coattaggine estetica fra Paul Stanley e Lemmy! Dovrebbe anche essere munito di trasmettitore, se nonché al primo salto giù dal palco tradisce il suo proprietario e lascia la band senza basso per tutto il resto del primo pezzo. Chicago, New Orleans riecheggiano nel testo del secondo brano, sebbene non si tratti di “Dancing in the streets” ma proprio di “Chicago”, storie di viaggi a cavallo di una Harley con un andamento distorto e petulante prima dei numerosi cambi di ritmica, che approdano a un solo di chitarra a tratti “maideniano”. Colori metal classici possono ritrovarsi nella seguente “Morning star”, un brano di minor spessore con un finale appositamente studiato per strappare applausi a qualche sprovveduto spettatore e poi ricominciare con il main riff del tema. Di certo più dirompente è “Demon’s Swing” con la sua intro da “road crew” ed un martellamento sonoro a suon di doppio pedale e distorsioni ringhianti semplicemente sublimi, così come “Space cowboy” è puro rock ‘n roll che invoglia a pogare furiosamente; se proprio si vuole trovare una pecca gli unici accorgimenti che c’entrano poco sono i fill istrionici della batteria, quasi a voler mostrare di aver studiato, ma spezzando la continuità di un pezzo che dovrebbe scorrere fluido e senza altra pretesa di invogliare head banging furiosi! Il brano di commiato è “American Eagle”, con un’apertura che richiama gli Alice in Chains, ma solo un attimo, prima di tornare a fare gli Assi di Spade! Che dire? Di certo un gruppo che potrà piacere a chi è cresciuto a colpi di Motorhead, Saxon e distorsioni, pieni di buone idee nei loro arrangiamenti, ma con veramente poco di proprio: quasi tutto sa di già sentito, sicuramente può essere piacevole ascoltare qualcosa di conosciuto detto con altre parole ma l’originalità della musica rimane un’altra cosa.
Ipernova:
Manel Jensa – Voce/Basso Enrique Fortaleza – Batteria Conan – Chitarra
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