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Random Live
Emozionato rock in erba
di Erchiano
L’apertura di questa serata No Slappers – contrassegnata da pigri ritardi e mancanze di rispetto decisamente lontane dalla nostra filosofia – spetta agli emozionantissimi Random, formazione recente con due o al massimo tre serate (compresa questa!) all’attivo. Più dell’inesperienza è la semplicità a farsi notare, rivelandosi il cavallo di battaglia della band, che propone un rock nudo e crudo, alla cui schiettezza non può aggiungersi altro epiteto. Personalmente, come già accennavo a qualcuno di loro, mi hanno fatto tornare in mente gli Smiths, per il loro sapore di nicchia universitaria o comunque giovanile, un po’ malinconica e carica di espressività. Malinconia che traspare sin dalle prime note incerte di “Vedo tutto scorrere”, tra i riff distorti della chitarra e l’ossessivo “non ritornerà” del ritornello. Accordi da band “yeah-yeah-yeah” introducono “Mercoledì”; la voce del cantante Stefano Malagigi ricorda nella sua timbrica quella di Giulio Grandi dei nostrani Psycho, mentre nella semplicità della ritmica – al di là di qualche palese e più che comprensibile sbavatura – si cela la formula vincente del gruppo. Con “Diversa” possiamo ascoltare un solo di chitarra essenziale ma interessante, mentre le sonorità si colorano di una tinta più grunge, che persiste anche nella “nirvanosa” intro di basso di “Sempre di più”, quasi un ballabile dal sentore anni ’80 nel suo prosieguo, per poi assumere di nuovo una più pura personalità rock. Anche “L’odore della realtà” scorre semplice come la più elementare forma di rock che non necessita di altre aggiunte, nemmeno le slappate prive di controllo del bassista! Con “Volo in questo modo” sembra di sentire un pezzo dei Coldplay mandato a 78 giri anziché a 33. Chissà se qualcuno dei pionieri di No Slappers si ricorda i Diuesse (dieciunitàsonanti)… ad ogni modo questo brano rievoca quel tipo di atmosfere malinconiche, scandite da effetti squillanti e circolari. Uno stacco di quattro senza soluzione di continuità, e via con “Cadillac”, altro zibaldone di riff saltellanti in cui emerge il latente virtuosismo chitarristico di Fabio Stifano che ha solo bisogno di un po’ di pratica in più per emergere. Una dritta, quest’ultima, che deve essere rivolta all’intera band: pezzi ben strutturati, non eccessivamente ripetitivi, ma ancora poca “chimica” fra i quattro esecutori; probabilmente al prossimo concerto, con il giusto tempo dedicato alla sala prove, sarà possibile apprezzare pienamente le capacità musicali che stasera abbiamo visto nella loro forma embrionale.
Random:
Stefano Malagigi – Voce e Chitarra Fausto Formica – Basso Fabio Stifano – Chitarra Stefania Taffon – Batteria
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