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Stasi a Stazione Birra
Charme e stile
A cura di KRL
Stasera tornano sul palco di No Slappers gli Stasi, band già presente su molti pachi romani, e formata per i suoi tre quarti da donne. Carolina alla voce, Puia alla chitarra ed al violino, Grindina alla batteria infatti circondano il bassista Ruggero, in questa line-up apparentemente atipica ma molto ben assortita.
Il pezzo di apertura del concerto è FRENARE E ARRIVARE, canzone che molti noslapperiani già conoscono ed apprezzano da tempo, in cui la chitarra di Puia con le sue ritmiche serrate dà una scossa al pubblico presente in sala. Segue un altro classico, LO SAI, anche questo suonato in modo molto convincente. Anche qui, come negli altri pezzi proposti, la batteria elettronica ed i suoni campionati ben si intrecciano con la batteria acustica (suonata dalla new entry Grindina). Nel brano successivo, AUTOMATICAMENTE, si intravedono piacevoli richiami a band come i Subsonica ed i Bluvertigo che con l’elettronica, il ritmo ed il particolare uso di effetti/filtri hanno parecchio a che vedere. L’unica cover proposta è HARDLY WAIT di PJ Harvey, e la buona esecuzione riscuote parecchi apprezzamenti dal pubblico. Si torna sui pezzi originali con LA SPADA, canzone contro l’uso di droghe pesanti, che grazie all’intreccio delle presenti frequenze basse e della chitarra piena di vibrato, trasmette parecchie emozioni. Con la successiva FRAMMENTI si passa ad atmosfere che ricordano un po’ i Cardigans, Depeche Mode e Garbage, questi ultimi soprattutto nelle parti distorte. Brano conclusivo del concerto è JAPAN, canzone in cui la brava Puia passa dalla chitarra al violino, ed in cui a farla da padrone sono melodie malinconiche e suoni orientaleggianti. L’ingresso della batteria acustica sul campionamento è molto energico, ed anche qui la bravissima Carolina è impeccabile, supportata come sempre anche da una linee di basso semplici ma sempre molto precise e funzionali per il pezzo.
Il pubblico, come prevedibile, ha molto apprezzato l’esibizione degli Stasi. Carolina, pur giovanissima, non ha particolari timori sul palco, anzi, coinvolge e carica tutti con la sua grinta. L’uso di un multieffetto per la voce (Digitech VX300) rende inoltre la sua performance ancor più particolare. Puia si muove con estrema disinvoltura tra chitarra e violino, mescolando suoni e creando melodie molto interessanti, Ruggero come detto esegue linee di basso estremamente concrete che fungono da spina dorsale dei pezzi, e la giovane Grindina alla batteria suona in maniera determinata le sue parti, intrecciandosi molto bene con i vari campionamenti, anch’essi molto precisi e molto curati.
Un gruppo rodato e di sicuro impatto, e non è la prima volta che ci troviamo a sottolinearlo.
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