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Oriens live
Cresciuti insieme

di Enrico Chianese


E’ un gradito ritorno quello che apre questa serata all’insegna della qualità musicale.
Tra le fila degli Oriens milita – anche se in via provvisoria – un personaggio già noto ai più: Tris, al secolo Giacomo Citro, nonché bassista degli Zephiro, la cui presenza non lascia certo indifferente il sound del gruppo.
Fin dalle prime note di “Silenzi” la timbrica forte del basso si fa sentire e mette in secondo piano anche la voce, peraltro ben governata, di Danilo Petrozzi. Le atmosfere distorte crescono fino all’assolo di chitarra, che si rivela scarno e squillante.
Decisamente meglio va con “Su di me”, una pop ballad che ricorda un po’ gli Smiths e i Foo Fighters più sdolcinati, scandito da una deliziosa chitarra slide. La ritmica è più dominante e sovrasta il riverbero che fa da tappeto all’intero brano.
Con “Via” si può constatare che l’acquisto di Tris è un’ottima aggiunta anche per i cori, così come in “Dimentica”.
Di certo questa è la migliore delle sue sostituzioni; mentre con i IV Luna era più limitato, dovendo prevalentemente conferire aggressività alla ritmica, con gli Oriens può concentrarsi di più sulla melodia, dando sfogo alla sua indole di arrangiatore.
Un brano più recente del repertorio è il successivo “Luna”, dall’intro inquietante, a metà tra “Might as well be on Mars” di Alice Cooper e i Cure più malinconici, lenta nel suo incedere, ed anche l’assolo di chitarra, disteso e quasi monocorde, mira più a riempire che a irretire l’ascoltatore.
Il finale è poi il punto focale del breve concerto, che rivela l’abilità del gruppo e il grado di coesione che hanno raggiunto fra loro, malgrado la recente supplenza.
Magneti e suoni in libertà, quasi un free jazz da cui con graduale naturalezza nasce la conosciuta Yuwelondoh!, cantata da un Danilo con le mani giunte a mò di scolaretto, ed un intermezzo “peppersiano” nel quale è di nuovo Tris a farsi notare, sfornando un inaspettato ed improvvisato funky che si adatta perfettamente, come se il brano fosse stato studiato appositamente.
Arriva anche l’acuto, che nostalgicamente rievoca i tempi di un No Slappers in embrione, tra la gabbia dell’Alkatraz e i sotterranei del Sonica, ed è bello considerare come sia No Slappers che i gruppi che vi hanno preso attivamente parte siano cresciuti e migliorati insieme!

Oriens:

Danilo Petrozzi – voce e chitarra acustica
Giacomo “Tris” Citro – basso
Marco Cipollini – chitarra e cori
Silvano Verdino – chitarra e cori
Christian Ruggeri - batteria
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