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NAMELESS - 19/04/2006 live@Stazione Birra
Di Fabio Catapane
Tocca ai Nameless aprire la consueta serata infrasettimanale No Slappers! a Stazione Birra. La band capitanata da Pierluigi Fabi (voce e chitarra) si presenta da subito come la classica formazione rock senza troppi fronzoli: due chitarre, basso e batteria. Infatti è un con bel riff hard con testo in italiano che comincia la loro esibizione: “Ancora qui” si presenta con una struttura standard ed un solo nella media e lascia scorrere gradevolmente i primi minuti; i ragazzi proseguono con “Dentro te”, ballata struggente che chiude la (breve?) parentesi italiana. Durante il pezzo si notano piccole incertezze nell’uso delle dinamiche e dei suoni che purtroppo vanificano il fraseggio lavorato del basso che rimane solo intuibile. Col terzo pezzo, “Loose a friend”, e il suo intro che richiama sonorità tipiche del rock targato Italia, ci troviamo di fronte ad un pezzo breve ed intenso in cui però ancora problemi con i suoni (forse un pò troppo impastati) rendono l’assolo in tapping più che altro scenico. “In the dusk” fa il verso a “Dentro te” con la sua atmosfera romantica introdotta da chitarra pulita e voce; dei due assoli di Fabi il secondo sembra essere sicuramente migliore, grazie soprattutto al bel lavoro in obbligato della band. Chiude la loro esibizione “Fed up” con un intro dal sapore arabeggiante ed un riff “bello cattivo” che caratterizza la strofa. Quest’ultima ed il ritornello, se si vuole forzare un accostamento, richiamano alla mente le sonorità tipiche della più recente ibridazione fra Pop e Metal (NuMetal?). Il finale con aumento della velocità sembra essere una buona trovata anche se è da segnalare ancora qualche incertezza nella parte, a dinamiche abbassate, che lo precede. Questo piccolo appunto, come quelli di cui sopra, lascia pensare che la band debba ancora trovare la giusta amalgama. Niente che comunque non possa essere risolto con un buon lavoro di sala, così da poter dare la giusta impronta a questi pezzi che, magari si avvalgono di melodie già sentite, ma restano sicuramente piacevoli. |